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Gunzone
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Con il nome di mwawGunzone (o mwbaGonzone) è noto l'autore di due lettere scritte in mwbqlatino nel mwbgX secolo: una, lmwbw'mwcaEpistola ad Attonem, indirizzata ad mwcqAttone, mwcgvescovo di mwcwVercelli, l'altra, lmwda'mwdqEpistola ad Augienses fratres, indirizzata nel mwdg965 ai monaci dell'mwdwabbazia di Reichenau. Non è certo se all'autore delle lettere corrisponda o meno la stessa persona: fino all'mweaOttocento si pensava che si trattasse della medesima persona, finché mweqFrancesco Novati distinse il chierico della lettera al vescovo Attone dal laico retore della lettera ai benedettini di Reichenau, mentre altri critici sostennero che anche quest'ultimo fosse di condizione ecclesiastica.
Contents
• Note
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L'«Epistola ad Attonem»
Lmwfq'mwfgEpistola ad Attonem,cite-ref-1[1] che viene datata tra il mwgw924 e il mwha960, è firmata da un Gunzone che si definisce modestamente «Novariensis ecclesiae levitarum extimus», cioè lmwhq'mwhgultimo dei leviti della chiesa di Novara: è dunque un mwhwdiacono mwianovarese, che risponde al vescovo Attone su un quesito postogli da quest'ultimo, se cioè sia lecito il mwiqmatrimonio tra il figlio del mwigpadrino di mwiwbattesimo e una figlioccia dello stesso padrino. Gunzone lo considera illegittimo, avvalendosi di una precedente presa di posizione del mwjapapa Zaccaria, che in una lettera indirizzata due secoli prima a mwjqTeodoro, vescovo di mwjgPavia, aveva negato la possibilità di tale matrimonio.
L'«Epistola ad Augienses fratres»
Si noti che in base a quanto affermato dallo studioso Filippo Ermini nell'Enciclopedia Italiana Treccani (1933) il Gonzone autore di questa lettera non è da identificare con Gunzone di Novara, autore della lettera al vescovo Attone II di Vercelli. L'antefatto che sta alla base della redazione dellmwkq'mwkgEpistola ad Augienses è piuttosto curioso. Del corteo che accompagnava, nel gennaio del mwkw965, l'imperatore mwlaOttone I nel suo ritorno in mwlqGermania dopo la vittoria su mwlgBerengario II e il ristabilimento del mwlwpapa Leone VIII sul soglio di Pietro, faceva parte anche un certo Gunzone mwmaitalicus.
«Gonzone riceve la parte sua di congratulazioni e cortesie, poco schiette invero, benché a tutta prima non se n'avvedesse, così le une come le altre, perché in San Gallo [...] un certo rancore contro l'Italiano che varcava i monti coll'esplicito intento d'insegnar ai Tedeschi quant'essi ignoravano, non aveva tardato a germogliare in cuore a quei monaci [...] mentre Gunzone, circondato dai più autorevoli di quei padri (era in mezzo a loro Ekkehardo il Palatino, un dei maestri di
Ottone II
), smesso il cipiglio del sofo, parla di futili argomenti, nel calar del discorso, senz'avvedersene, si lascia sfuggire di bocca una lieve sconcordanza grammaticale. Ed ecco farsi tosto avanti baldanzoso un giovinetto, il quale con piglio arrogante gli rimprovera, improvvisando pungenti versi, l'errore commesso, e tra l'ilarità degli astanti lo giudica, ad onta degli anni suoi molti, degno d'assaggiare pur sempre lo scolastico staffile»
Certamente Gunzone «fremette d'alto sdegno» ma «ingoiò l'offesa e si tacque». L'esercito ripartì pochi giorni dopo, poiché il 23 gennaio si accampava a mwpwReichenau: il corteo imperiale fu ospite dell'mwqaabbazia che sorgeva nella «tranquilla isoletta che si specchia nelle limpide acque del mwqqlago di Costanza [...] albergo allora di cenobiti non men chiari per sapere de' monaci di San Gallo, che santamente detestavano. Era quella la vendetta di Gonzone». A questi monaci benedettini Gunzone dovette indirizzare la sua lettera poco tempo dopo quella sosta.cite-ref-3[3]
In essa Gunzone, dopo aver riassunto l'episodio che lo aveva visto spiacevolmente protagonista per aver usato un mwrwaccusativo al posto di un mwsaablativo, cerca di prendersi un'indiretta rivincita vantando agli occhi dei monaci mwsqaugensi - Augia è il nome latino di Reichenau - la propria cultura classica e biblica, ben superiore, a suo dire, a quella dei conventuali di San Gallo, come testimonierebbero gli stessi libri che egli porta con sé. È probabile, per altro, che quei codici non fossero di sua proprietà, ma dovessero essere aggiunti alla biblioteca imperiale, e nemmeno è sostenibile che essi fossero ignoti al di là delle Alpi.cite-ref-4[4]
Gunzone oppone a sua difesa i casi nei quali grandi poeti scambiarono casi grammaticali, come mwuwVirgilio, che scrisse «Sed Latagum saxo, atque ingenti fragmine montis / Occupat os faciemque adversam» invece che, a suo dire, «Latagum [...] ore» o «Latagi [...] os»,cite-ref-5[5] o ancora «Tu mihi quodcumque hoc regni, tu sceptra Iovemque / Concilias» invece di «hoc regnum»,cite-ref-6[6] e perplessi lascia l'appunto da lui fatto al mwxaGiovenale del «Penelope melius, levius torquetis Arachne»,cite-ref-7[7] di aver posto il termine di paragone in mwyqdativo anziché in ablativo.cite-ref-8[8] «Pecchiamo di negligenza», scrive 'modestamente' Gunzone citandocite-ref-9[9] l'inevitabile «Quandoque bonus dormitat Homerus» di mwagOrazio, così come negligente, secondo lui, fu Virgilio, scrivendo alla fine di un verso «Stratus humi bos», perché dimenticò che «pessimo verso è quello che termina con un monosillabo».cite-ref-10[10]
Ma la lettera è utilizzata soprattutto per mostrare la sua grande erudizione: oltre a Virgilio, Giovenale, Orazio e vari passi delle Scritture, Gunzone cita la mwcaRhetorica ad Herennium, le mwcqVerrine e le mwcgCatilinarie di mwcwCicerone, e poi mwdaBoezio, mwdqCassiodoro, mwdgGirolamo, mwdwGregorio Magno, mweaIsidoro di Siviglia, mweqMacrobio, mwegMarziano Capella, mwewPersio, mwfaPrisciano, mwfqRemigio di Auxerre, mwfgSallustio, mwfwServio Mario Onorato, mwgaStazio, mwgqTerenzio, il mwggDe interpretatione e i mwgwTopica di mwhaAristotele, il mwhqTimeo di mwhgPlatone.
Note
cite-note-11. ↑ La lettera, conservata nella Biblioteca capitolare di Vercelli, fu pubblicata da L. d'Achery, mwjqSpicilegium sive collectio veterum aliquot scriptorum, 1723, I, pp. 437 e ss.
cite-note-22. ↑ F. Novati, mwkqL'influsso del pensiero latino sopra la civiltà italiana del Medio Evo, 1899, pp. 32-36.
cite-note-33. ↑ Pubblicata in mwlqE. Martène, mwlgU. Durand, mwlwVeterum scriptorum et monumentorum historicorum, dogmatorum, moralium, amplissima collectio, I, 1724, coll. 294-314.
cite-note-44. ↑ G. Manacorda, mwmwPostille gunzoniane, in «Scritti vari di erudizione e critica in onore di Rodolfo Renier», 1912, pp. 99-118.
cite-note-55. ↑ Gunzone, mwnwEpistola ad Augienses, coll. 297, citando Virgilio, mwoaEneide, X, 698-699. Ma la correzione di Gunzone è impropria: si può intendere «[Mezentius occupat] Latagum saxo» etc. Cfr: mwoq.
cite-note-66. ↑ Gunzone, mwpqEpistola ad Augienses, coll. 297, citando Virgilio, mwpgEneide, I, vv. 78-79. Anche qui il rilievo di Gunzone è improprio: cfr. mwpw.
cite-note-77. ↑ mwqwSatura II, 56
cite-note-88. ↑ Gunzone, mwrwEpistola ad Augienses, coll. 297: «Dativus pro ablativo apud Juvenalem», ma mwsaPenelope e mwsqArachne sono effettivamente ablativi.
cite-note-99. ↑ Gunzone, mwtqEpistola ad Augienses, coll. 298.
cite-note-1010. ↑ Gunzone, mwuqEpistola ad Augienses, coll. 298. In realtà Gunzone cita erroneamente: il verso di Virgilio (mwugEneide, V, 481) è «Sternitur, exanimisque tremens procumbit humi bos».
Bibliografia
• mwvgLuc d'Achery, mwvwSpicilegium sive collectio veterum aliquot scriptorum qui in Galliae bibliothecis delituerant, Parisiis, apud Montalant 1723
• mwwqEdmond Martène, mwwgUrsin Durand, mwwwVeterum scriptorum et monumentorum historicorum, dogmatorum, moralium, amplissima collectio, I, Parisiis, apud Montalant 1724
• Johann Christoph Gatterer, mwxqCommentatio de Gunzone, Italo, qui saeculo X. obscuro in Germania pariter, atque in Italia eruditionis laude floruit, ad illustrandum huius aevi statum literarium, Norimbergae, Fleischmann 1756
• mwxwFrancesco Novati, mwyaL'influsso del pensiero latino sopra la civiltà italiana del Medio Evo, Milano, Hoepli 1899
• Giuseppe Manacorda, mwygPostille gunzoniane, in «Scritti vari di erudizione e critica in onore di Rodolfo Renier», Torino, Bocca 1912
• Rosaldo Ordano, mwzaUn vescovo italiano del secolo di ferro: Attone di Vercelli, Vercelli, Tipografia S. A. V. I. T. 1948
• Hubert Silvestre, mwzgNote sur l'épître de Gunzo de Novare, in «Revue bénédictine», LXXI, 1961
• Hubert Silvestre, mw0aGunzo et Marius Victorinus, in «Revue bénédictine», LXXIV, 1964
• Ernesto Lomaglio, mw0gGunzo levita Novariensis. Gunzo Italicus, in «Bollettino storico per la provincia di Novara», LXXVI, 1985
Altri progetti
Altri progetti
• Wikisource
• Wikisource contiene una pagina in lingua latina dedicata a Gunzone
Collegamenti esterni
• citerefdbiPaolo Chiesa, GUNZONE, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 61, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2004.
• citerefmlolOpere di Gunzone, su MLOL, Horizons Unlimited.
• mw2qGirolamo Tiraboschi, Storia della letteratura italiana, vol. 3, Milano, Società tipografica de’ Classici italiani, 1823, pp. 273-274.
• mw2wFrancesco Novati, L'influsso del pensiero latino sopra la civiltà italiana del Medio Evo (PDF), Milano, Hoepli, 1899.
• mw3qEdmond Martène, Ursin Durand, Veterum scriptorum et monumentorum historicorum, dogmatorum, moralium, amplissima collectio, I, Parisiis, apud Montalant 1724, coll. 294-314 (PDF), su veritatis-societas.org. URL consultato l'11 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2014).